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Viaggi e Libri

Viaggi e Libri

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Ho aspettato il momento giusto per pubblicare questo articolo, o meglio per condividere una riflessione su Viaggi e Libri che la mia amica Eleonora ha scritto per il blog di Mammachilegge.

Lo spirito per pubblicare mi sembra quello giusto, perchè siamo rientrati da pochi giorni da una trasferta a Napoli, e abbiamo ancora gli occhi pieni di tanta bellezza dopo per aver ritrovato una città piena di energia e che sta vivendo un periodo di vera rinascita. Naturalmente anche la nostalgia inizia a farsi sentire, man mano che si ritorna alle abitudini quotidiane e ai ritmi di lavoro. Ma il bello è anche provare questa sensazione mista di emozioni, questo ondeggiare tra gioia e mancanza, tra i ricordi e l’energia che il vedere posti nuovi e vivere nuove esperienze!

Per qualcuno, la preparazione al viaggio è il viaggio stesso, e io e Irene cerchiamo di dedicarci con cura a quei momenti che precedono la partenza, mettendo in pratica alcuni piccoli rituali tutti nostri. Scegliamo i giochi da portare, i vestiti e soprattutto selezioniamo i libri che ci accompagneranno durante le giornate fuori casa. Abbiamo anche delle personalissime categorie che ci aiutano nella scelta: ci sono i libri "veloci", quelli da leggere in un attimo durante le pause brevi, quelli “della sera”, quelli che lei "legge" in autonomia, e poi ci sono i libri per me.

Scegliere il libro per il viaggio è una cosa seria, noi siamo molto fortunate perché ad esempio non abbiamo il problema di limitare le quantità o scegliere i libri di piccolo formato (potremmo portarci anche quelli di grande formato come Biagio e il Castello di compleanno) perchè viaggiando in camper certe cose sono decisamente più semplici e lo spazio non è quasi mai un problema!

Durante queste giornate di vacanza a Napoli, abbiamo perciò portato con noi alcuni libri “da viaggio”:

Il primo è quello che sta appassionando di più la piccolina in questo periodo:

Augusta Snorifass di Chiara Carminati - Mondadori, (tra l’altro, per esplicita richiesta di Irene dobbiamo presto andare a vedere la celebre bambolina di carta ritagliata da Hans Christian Andersen ed esposta in un museo a lei dedicato nel Castello di Egeskov in Danimarca. E così abbiamo già una delle prossime mete per le nostre vacanze)

Un principessa indipendente di Babette Cole - Mondadori

El Autobus* di Marianne Dubuc

La casa degli oggetti scomparsi di B. B. Cronin - Terre di Mezzo

Tempestina di Lena Anderson - LupoGuido

*El Autobus l’abbiamo comprato in una bella libreria a Valencia lo scorso novembre.

Fatta questa premessa penso che questo sia il momento giusto per condividere con voi questo articolo.

L’autrice di questo articolo è Eleonora Lucy Leyton Reyes, detta Zia Ele, grande viaggiatrice e lettrice.

Buona Lettura

In tedesco esiste una parola che ha finalmente definito la mia “malattia”: Fernweh. Dal punto di vista linguistico è il risultato dell’associazione delle parole lontananza e malinconia, ma in senso più ampio indica quel desiderio, quasi impellenza nel mio caso, di lasciare la quotidianità, e quindi il conosciuto, per andare alla scoperta del lontano. Rappresenta pertanto la chiamata al viaggio verso mete sconosciute così da sentirsi nuovamente liberi e, in qualche modo, se stessi. Non ho ancora capito se viaggiatori si nasce o si diventa, io però “modestamente lo nacqui”. Appena ho un paio di giorni liberi, la domanda “dove vado?” sorge più che spontanea. Quella invece che mi viene fatta più spesso è “dove sarai il prossimo week end? Qui o in giro per il mondo?”.

Sicuramente questa mia passione è stata fomentata dalla mia famiglia, la quale ha sempre riposto nel viaggio la possibilità di scoprire nuovi posti e nuove culture e quindi di imparare e crescere con una apertura mentale diversa. Mi hanno però anche insegnato che viaggiare non significa per forza volare dall'altra parte del mondo, se poi non si è in grado di guardare al di là del proprio naso. Un viaggio può anche essere giusto dietro l’angolo se, tornando da quella passeggiata, si ha una conoscenza del mondo diversa rispetto a prima. La crescita sta anche nelle piccole cose, negli incontri fortuiti, nelle parole scambiate e nelle avventure condivise.

L’altra grande passione che ho ereditato dalla mia famiglia è indubbiamente la lettura, che ho implementato in maniera quasi bulimica: leggo anche per soli 10 minuti di autobus, e se non sono arrivata ad un punto continuo tranquillamente a leggere mentre cammino. In mancanza di alternative sono capace di leggere tutte le etichette dei detersivi in bagno, ognuno ha gli attacchi di nerditudine dove meglio crede d’altra parte.

Libri e viaggi sono un binomio inseparabile: non c’è un compagno migliore di un libro per combattere la noia durante uno spostamento, per scoprire la storia, la cultura, le tradizioni di un luogo, o anche solo piccole attrazioni nascoste ai più. D’altro canto però, un buon libro può condurti in un viaggio nel tempo e nello spazio, dalla scoperta di galassie lontane fino al centro della terra. Con un libro si può fare un balzo al tempo dei dinosauri, una passeggiata insieme a Cicerone, oppure esplorare mondi impossibili esistenti nella mente di uno scrittore ma che “vivono” anche nella nostra mente.  

Se questo è vero per un adulto, in un bambino l’emozione è centuplicata. Crescendo purtroppo smettiamo di stupirci per le piccole cose, perdiamo la capacità di farci domande al limite del possibile e non vediamo più l’impossibile. Viaggiare e leggere con un bambino significa cambiare prospettiva: per loro il tutto è terribilmente interessante, da ogni piccolo dettaglio può iniziare una raffica di domande alla quale noi non avremmo pensato. Io amo la curiosità innata dei bambini, quel loro incessante chiedere perché, come, quando, dove, chi. Adoro la fatica che faccio per immedesimarmi nel loro pensiero e cercare di trovare una risposta logica e sensata alle loro domande, anche quando questo significa andare oltre ai miei limiti mentali, che in fondo è un modo per mettersi in discussione. Ma mi piace anche tanto accompagnarli nelle loro visioni irreali e capire fin dove la loro fantasia ci può portare. Loro non hanno filtri né limiti imposti dalla vita, sono liberi e sta a noi aiutarli ad andare il più lontano possibile, sostenerli nella scoperta del mondo reale ed immaginario ed osservarli nello svolgersi delle loro avventure. 

Aggiungo qualche suggerimento di lettura se volete approfondire il tema dei libri di viaggio per i bambine e le bambine.

 

 

 

Citybox- Guide per disorientarsi in città

Lisboa? e London? di Les Bas Bleu

Una guida surreale che racconta per parole e immagini una città diversa da quella nota e ne cattura dettagli ed emozioni insoliti.

  

 

Per gli amanti della montagna consigliamo questo bel progetto di Les Bas Bleu

Montagne a Fisarmonica è un progetto culturale per rivalutare il patrimonio delle Dolomiti recuperandone le leggende tradizionali. Lo fa in modo originale, chiedendo a otto artisti di interpretare con le loro arti le montagne. Nascono così un libro  illustrato, un laboratorio per ragazzi, delle installazioni sonore.

Il libro è una scatola che raccoglie cinque piccoli volumi a fisarmonica e racconta le montagne, attraverso illustrazioni d’autore e leggende suggestive che appaiono sospese nel tempo. Cinque artisti di fama internazionale –  Donata Dal Molin Casagrande, Florence Faval, Marzia Ghezzo, Svjetlan Junakovic e Javier Zabala – hanno disegnato l’incantato mondo delle Dolomiti, prendendo spunto da leggende classiche del luogo e reinventandole in modo poetico. 

 

Buon Viaggio!