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Intervista a Roberta Favia di Teste Fiorite

Intervista a Roberta Favia di Teste Fiorite

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La premessa è che questa è un'intervista a cui tengo particolarmente.

Con Roberta Favia curatrice e ideatrice del blog Teste Fiorite, esperta in letteratura per l'infanzia,  è stato amore a prima vista, ma lei ancora non lo sa. Ho sempre letto con grande attenzione il suo blog e le sue recensioni apprezzando la sua scrittura diretta, chiara e molto onesta.

Qualche mese fa ho avuto il piacere di conoscerla "dal vivo" durante un suo corso di formazione a Trani presso la Libreria Miranfù, ed è stata la conferma dell'idea che mi ero fatta di lei. Così è iniziata una nuova collaborazione e un bellissimo scambio di opinioni su libri, autori e altro...

Ecco l'intervista a Roberta!

Chi è Roberta Favia? Raccontaci un po’ il tuo percorso e quello che fai

Magari sapessi dire chi sono! Mi limiterò a dire cosa faccio, nell'ambito della letteratura per bambini e ragazzi almeno; da quattro anni ho aperto un blog che in realtà è diventato una sorta di progetto culturale con un corrispettivo nella vita reale dato dall'associazione. Con il blog e con i corsi che organizzo e quelli che tengo io cerco di lavorare in maniera critica sui libri per bambini e ragazzi, cerco di raccontare libri e promuovere la lettura e cerco di farlo fornendo degli strumenti per imparare a valutare la qualità dei libri in cui poi ognuno possa poi liberamente trovare il proprio gusto soggettivo.

Come nasce Teste Fiorite, e perchè si chiama così?

Teste fiorite nasce dalla mia necessità di studio e dalla certezza che la lettura, a partire dalla prima infanzia, sia parte integrante dell’essere umani. Quando si legge meno si è anche meno umani e lo stiamo vedendo in questa Italia che legge sempre meno e perde sempre di più il senso dell’umanità. Teste fiorite si chiama così perchè è una delle filastrocche di rodari che amo di più e che da piccola ho conosciuto grazie alla messa in musica di Mario Piatti. Teste fiorite, la filastrocca, mi ha sempre richiamato visivamente cosa penso accada dentro la testa di ognuno quando incontra una storia.

Quali sono i tre libri che non possono mancare in una casa?

Che domanda… per 3 scelti altri 30 ne resteranno fuori ma ci provo….

  • Il GGG di Roald Dahl

[leggete qui la sua recensione]

[leggete qui la sua recensione]

[leggete qui la sua recensione]

Tra le case editrici italiane qual è la tua preferita e perché? 

E’ come chiedere se vuoi più bene alla mamma o al papà… non ho 1 casa editrice preferita, ci sono tante piccole case editrici che meritano tutta l’attenzione, sicuramente con la politica editoriale di Orecchio acerbo ho un feeling particolare ma potrei citarne come lei diverse altre.

Quali sono le caratteristiche di un buon albo?

Provo a dirlo in due parole anche se qui il discorso si fa lungo e complesso: un albo per me è un triangolo in cui ogni lato deve reggere l’altro. I tre lati sono l’illustrazione, la parola (anche quando non c’è come nel caso dei silent) e la grafica. Un albo fatto ad arte deve avere testo e immagine che si interpretano e raccontano a vicenda e la storia narrata deve essere a misura del lettore, partigiana del punto di vista del bambino, se parliamo di albi per bambini, portatore di metafore d’infanzia senza volontà pedagogiche o didascaliche. In tutto questo la grafica dà la forma migliore ad un insieme che deve essere confezionato. Quindi l’albo è anche un concorso di professionalità: l’illustratore, lo scrittore e l’editore che cura la forma. La forma in un libro è anche sostanza e l’estetica diventa etica nella scelta di come rapportarsi al lettore, quindi la ritengo fondamentale al pari del contenuto narrativo e iconografico.

Qual è il tuo libro del cuore.

Caspita, non saprei, ne amo moltissimi che porto nel cuore da sempre e tanti altri si aggiungono giorno per giorno per ragioni diverse… c’è la domanda di riserva?

Come “costruisci” le tue recensioni? 

A dire la verità le recensioni non sono costruite nel senso che mi piace che il blog, e anche i video da qualche tempo, mantengano la freschezza della spontaneità anche se questo spesso va a scapito della precisione il che mi fa un po’ soffrire...ma preferisco, non dovendo scrivere un saggio critico, lasciare l’imperfezione e prediligere la rapidità di scrittura. Non so mai cosa sto per scrivere ma un processo lo metto sempre in atto: prima di scrivere nella mia mente “smonto” il libro di cui sto parlando, ne vedo ogni componente separatamente (testo, immagine, ecc) poi valuto come “lavorano” insieme; poi valuto i processi narrativi che l’autore ha scelto per arrivare al lettore (anche quelli iconografico ma il discorso qui sarebbe diverso) e da questo tipo di analisi mi accordo anche di quanta bravura e quanta furbizia c’è stata nella scrittura, se il libro puzza di adulto o meno. Non so se ho risposto un pochino alla domanda… 

Vedi qui il canale youtube di TesteFiorite

Programmi per il futuro?

Continuare a spacciare libri ma soprattutto a lavorare sulla formazione della consapevolezza in merito alla qualità dei libri da dare ai giovani lettori. Poi chissà, le idee vengono giorno per giorno e speriamo continuerà ad essere così...

Tre libri da mettere sotto l’albero per Natale

do 3 titoli solo per corrispondere a tipologie di libri

e mi fermo qui altrimenti non la smetto più :)

Qui la video rubrica natalizia #regalaunlibro

Grazie mille a Roberta per la sua disponibilità, seguitela perché c'è una sorpresa per i suoi lettori !