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Intervista alla casa editrice  Rrose Selavy

Intervista alla casa editrice Rrose Selavy

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Ritornano le interviste alle nostre case editrici.

Ottobre lo dedichiamo a Rrose Sèlavy

Casa editrice indipendente di Tolentino in provincia di Macerata.

Ho conosciuto Massimo De Nardo, purtroppo ancora solo virtualmente, il giorno stesso dell'inaugurazione del nostro e-commerce, il 6 dicembre 2017.

Ho ricevuto un suo messaggio proprio durante la diretta Facebook della messa online di Mammachilegge!, è stato per noi una vera gioia poter avere i libri di Rrose Selavy in catalogo

Ecco la nostra intervista:

Come e quando siete nati?

A novembre del 2012. Questa è la data del nostro primo albo illustrato, “Che mestieri fantastici!”. Prima pubblicavamo un trimestrale sulla creatività, Rrose, con argomenti a tema. 

Perché avete deciso di diventare editori per bambine e bambini e ragazze e ragazzi?

C’entra la rivista Rrose (nome dedicato a Marcel Duchamp, più precisamente al suo essere Rrose Sélavy). Il primo “Quaderno quadrone” era stato pensato come un supplemento alla rivista. Poi, dopo un anno dalla sua uscita, e ricevendo lusinghieri apprezzamenti, abbiamo realizzato il secondo libro illustrato, “Il topo sognatore e altri animali di paese”, di Franco Arminio. 

Viene da fare una riflessione, scontata: non si diventa editori da un giorno all’altro. Ci deve pur essere un percorso alle spalle, sia pure tracciato su poche esperienze, oppure una motivazione che sfiora la “passione” (Rrose Sélavy è anche un po’ anagramma: la vita è amore, cioè passione).

 

Come si è evoluto il vostro progetto in questi anni?

Quando la strada è in salita occorrono buon fiato e resistenza (perché così è la strada di una piccola casa editrice). E bisogna, di conseguenza, andare piano. Vale per tante altre attività.

In salita, ma anche – per usare ancora metafore del territorio – un sentiero alternativo, meno praticato. La nostra scelta editoriale è stata – e in parte resterà – l’aver coinvolto scrittrici e scrittori che non avevano mai scritto per ragazzi (o raramente). Una sorta di identità editoriale che ci ha resi un po’ differenti (abbiamo vinto, per il progetto editoriale, il premio Andersen nel 2014, il premio Edito-Re nel 2015, il premio Librinfestival nel 2017). 

Attualmente sono quattro le nostre collane: “Il Quaderno quadrone” (racconto brevi, illustrati), “Il Quaderno cartone” (racconto brevi, illustrati, per i più piccoli), “Il Quaderno Ready Made (romanzi brevi, non illustrati), “Il Grande Vetro” (dedicata a progetti editoriali diciamo “fuori schema”, per lettori più adulti).

Anche avere un buon rapporto con le scuole aiuta a crescere, proponendo nuovi progetti. Da qualche anno facciamo laboratori di scrittura creativa e di lettura per alunni di scuola primaria e secondaria e anche corsi di formazione sulla lettura e sulla scrittura per insegnanti. 

Come si evolverà secondo voi la vostra casa editrice, e più in generale l’albo illustrato in Italia?

Noi cercheremo di realizzare dai cinque agli otto titoli l’anno. Non di più. Non siamo (né fisicamente né concettualmente) una azienda – sia pure di piccole dimensioni – che “fabbrica libri”. Di conseguenza, subiamo tutti i contraccolpi del mercato, delle tendenze, della concorrenza. Restiamo caparbi e ottimisti.

Notiamo che l’albo illustrato sta diventando sempre meno di qualità, nella cura dei testi, delle immagini, nella stampa tipografica. Ovviamente ci sono delle magnifiche eccezioni, e ottimi libri illustrati, però sono confinati il più delle volte nel settore degli albi particolari, difficili, elitari. A volte ci dicono che i nostri libri lo sono. Per noi vale come un apprezzamento.

Tre parole che vi rappresentano e perché.

Curiosità, relazione, tenacia.

La curiosità è necessaria, bisogna “osservare il mondo” nella sua globalità, ove possibile (non fermarsi all’editoria).

La relazione si costruisce con il tempo, ma occorre una discreta dose di empatia per creare da subito un rapporto tra una casa editrice e i suoi lettori.

La tenacia ti fa superare le inevitabili difficoltà, e ti rende più consapevole di quello che fai, spesso aggiungendo una carica di ottimismo.

Libro long seller. Quali sono i punti di forza di questo libro.

Verrebbe da dire per prima cosa la qualità della scrittura, la storia raccontata e – nel nostro settore – anche la bellezza delle immagini. A volte è così, più spesso però è il marketing (in particolare gli investimenti pubblicitari) a costruire la durata di un libro. Il passaparola non basta.

Libro del cuore, quello a cui siete più legati (ancora in catalogo). Perché lo è?

Non sembri una risposta banale, la nostra, ma realizzando pochi titoli siamo affezionati a tutti, e trattiamo tutti allo stesso modo. Le preferenze le stabiliscono poi i lettori, ma questo è un altro discorso.

Quali sono i tre titoli che hanno innescato il cambiamento per la casa editrice? E perché?

 “Piccola fiaba un po’ da ridere e un po’ da piangere” ci ha fatto passare dalle 32 alle 40 pagine. Non potevamo (e non volevamo) tagliare parte del testo, non avrebbe avuto senso. 

“Re Micio” ha data il via alla collana Il quaderno cartone, per i più piccoli (stesso formato del Quaderno quadrone, ma con 32 pagine). “Maffin” ha inaugurato la collana Ready Made, romanzi brevi, non illustrati (formato libro tradizionale, cm 14x21,5). 

  

C’è qualcosa che unisce i vostri progetti, qual è il fil rouge?

Il fatto di coinvolgere per lo più scrittrici e scrittori che non hanno mai scritto per ragazzi.

E anche una certa identità stilistica, inserendo alcuni elementi grafici in tutte le nostre pubblicazioni, che con il tempo permettono di farci riconoscere.

Consigli e suggerimenti per la scelta di un buon albo illustrato.

Potrebbero essere, questi suggerimenti, i criteri con i quali scegliamo di pubblicare un libro (e che sono in parte gli stessi già indicati nella risposta del long seller), invertendo però alcune parti. Noi scegliamo prima la storia scritta (qualità del linguaggio e coinvolgimento della storia) e poi decidiamo le illustrazioni. Il lettore di solito per prima cosa si lascia condizionare dalle immagini, poi entra nel testo, nel racconto, legge la quarta di copertina, l’incipit, sfoglia. La scelta inizia con una soddisfazione estetica, poi si cerca la “funzione” di ciò che viene narrato (racconto o filastrocca), chiedendo a noi stessi se “sarà utile” al lettore (figlio, nipote), se è educativo, e anche divertente, interessante, se stimola la lettura. Molti gli elementi quindi che compongono un buon albo illustrato (da non sottovalutare anche il costo).

Generalizzando, diciamo che leggere libri è già di per sé un gesto straordinario. Consigli e suggerimenti in una unica battuta: leggiamo di più.

Qui potrete trovare tutti i libri di Rrose Sèlavy in catalogo